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Ospedale di Desio

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  COMUNITA' TERAPEUTICA PER ADOLESCENTI DI DESIO




 COMUNITA' TERAPEUTICA PER ADOLESCENTI DI DESIO

U.O.N.P.I.A. - COMUNITA' TERAPEUTICA PER ADOLESCENTI

Informazioni:
  • Tel.: 0362 620167 - 0362 301920
  • Fax: 0362 620167
  • Email: ctpsedesio@virgilio.it
  • Medico Responsabile: Dr.ssa Armida Lazzeri
  • Coordinatrice degli educatori e infermieri: Dott.ssa Elena C. Grassi
  • Psicologa: Dott.ssa Giulia Manzotti
  • Assistente Sociale: Sig. Eustachia M. Vomero
  • Educatori Professionali: C. Razzini, S. Oliva, R. Cavarretta, I. Orizio, D. Cavalli
  • Infermiere Professionale: E. Mantoan
  • Infermiere Psichiatrico: C. Santato
Presentazione:
    La Comunità Terapeutica Psico Socio Educativa dell'Azienda Ospedaliera "Ospedale Civile" di Vimercate è un Servizio appartenente all'Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, afferente al Dipartimento Materno Infantile. Accoglie preadolescenti e adolescenti di entrambi i sessi affetti da psicopatologie, fortemente sostenute dalle problematiche famigliari, per la cui cura si rende necessario l'allontanamento dall'ambiente d'origine, per favorire il processo di cambiamento.
    Gli ospiti sono ricoverati in regime residenziale (8 posti) e beneficiano di un progetto terapeutico individualizzato, rivalutato costantemente nel tempo di permanenza.
Struttura organizzativa:
    Dell'equipe multiprofessionale fanno parte le seguenti figure professionali:
    • neuropsichiatra infantile, medico specialista responsabile della Struttura, gestisce l'attività degli operatori, imposta e segue il percorso terapeutico dei pazienti, comprensivo della farmacoterapia.
    • psicologo si occupa della comprensione della diagnosi clinica e della cura della psicopatologia del minore, in relazione alla fattibilità del progetto terapeutico.
    • coordinatore degli educatori e degli infermieri, gestisce le risorse necessarie al funzionamento della Struttura e collabora costantemente con l'Equipe tecnica nell'impostazione e realizzazione dei progetti terapeutici;
    • assistente sociale, si occupa degli interventi necessari a sostenere la persona e la famiglia; il lavoro viene svolto in un'ottica di continuità tra le diverse istituzioni con le quali i soggetti si trovano ad interagire.
    • educatori professionali che, in collaborazione con l'equipe, si occupano della stesura del progetto educativo individuale e della sua attuazione
    • infermieri professionali, collaborano con le figure educative occupandosi nello specifico della parte sanitaria (visite mediche, esami di controllo).
Modalità di accesso:
    L'accesso avviene attraverso la presentazione del caso da parte dell'Ente inviante, a seguito di una precisa valutazione psicodiagnostica, che tenga conto della psicopatologia del minore e di un inquadramento delle dinamiche familiari.
    L'Ente inviante può essere rappresentato dalla UONPIA, territoriale ed ospedaliera in collaborazione con l'Ente locale.
    L'ingresso avviene prevalentemente attraverso l'emissione di un Decreto da parte del Tribunale per i Minorenni, con affido al Comune di residenza, che in questo caso avrà un ruolo di tutela.
    Alla richiesta di inserimento seguono alcuni incontri con gli operatori referenti del caso, allo scopo di valutare l'idoneità del paziente, definire i tempi e le modalità dell'inserimento, calibrate sulle specifiche caratteristiche del ragazzo e della sua famiglia, nonché precisare i rapporti e le relative competenze, fra il Servizio residenziale ed i Servizi territoriali. E' importante ipotizzare il periodo di permanenza in Comunità, in modo che il paziente, la famiglia e l'Ente inviante siano consapevoli di un lavoro che si attua in funzione di un rientro a casa o in un altro contesto esistenziale.
    Nel caso in cui la famiglia d'origine, per motivi diversi, sia assente o non idonea, l'inserimento del ragazzo in Comunità è conseguente all'individuazione, da parte dell'Ente responsabile, di un ambiente alternativo alla famiglia che rappresenti, durante il percorso di cura, la funzione genitoriale di riferimento.
Progetto terapeutico:
    Il progetto terapeutico è individuale, verificato e ridefinito nel tempo e si fa carico della psicopatologia affrontandola attraverso esperienze alternative e riparatorie, basate fondamentalmente sulle componenti relazionali, emozionali, affettive e cognitive per il recupero della capacità di elaborare mentalmente.
    Il primo obiettivo assunto nel momento della nascita di una relazione terapeutico/educativa è il rispondere con sollecitudine a bisogni e necessità considerate inderogabili, ma rimasti disattesi a lungo.
    Si tende a procurare ai pazienti una dimensione di benessere caratterizzata dall'assenza di pesanti frustrazioni e dal soddisfacimento dei bisogni a vari livelli, anche se antichi e primari.
    La gestione della vita quotidiana non rappresenta un'organizzazione di fatti routinari concreti e prevedibili, ma piuttosto l'esito di obiettivi, rappresentazioni, prefigurazioni, fantasie e bisogni del minore.La dimensione progettuale costituisce il fulcro dell'intervento terapeutico riabilitativo e si basa essenzialmente sulla ricerca costante dei significati da attribuire alle esperienze dei pazienti e alle relazioni interpersonali e sulle modalità con cui proporle, affinché possano essere favorevoli ai processi di cambiamento.
    L'elaborazione del progetto terapeutico individuale è conseguente ad una presa in carico globale che comporta un alto livello di integrazione fra i limiti e le potenzialità dell'adolescente psicopatologico e della sua famiglia e le risorse del servizio con cui si collabora.
    Attraverso una costante valutazione dell'evoluzione del nucleo famigliare e del ragazzo è possibile realizzare un rientro nel contesto di origine, oppure individuare soluzioni differenti che rispondano a bisogni più sani dei singoli pazienti.
Dimissione:
    La dimissione dalla Comunità viene formulata valutando, sia l'evoluzione del quadro clinico del paziente, sia il miglioramento delle funzioni genitoriali ed è anche dipendente dal compimento della maggiore età. L'obiettivo principale è quello di permettere al paziente un graduale e progressivo disinvestimento da un ambito di cura fortemente caratterizzato da valenze terapeutiche di vita e di tutela, che renda possibile:
    • Il rientro nella famiglia d'origine, qualora ci fossero le condizioni favorevoli
    • Il passaggio in altra struttura di tipo socio assistenziale o appartenente al servizio psichiatrico
    • Il raggiungimento di una vita autonoma
    La metodologia sottesa al lavoro svolto si basa sulla convinzione che il progetto di intervento con il minore ricoverato in Comunità, con la sua famiglia e l'Ente Inviante è un progetto fra soggetti corresponsabili, con competenze specifiche.



Data ultima modifica: 17.01.2008 16:27   
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